Liberatoria del dipendente

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2 pagine15–20 min da compilareDifficoltà: Standard
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GratuitoLiberatoria del dipendente

In sintesi

Che cos'è
Una liberatoria è il documento con cui un dipendente autorizza l'azienda a scattare fotografie, effettuare registrazioni audio e video della sua immagine e voce, e a utilizzarle per scopi promozionali, pubblicitari o commerciali. Disponibile come download Word gratuito e modificabile online.
Quando ti serve
Ti serve quando intendi realizzare contenuti visivi o audio che coinvolgono i tuoi dipendenti (foto per il sito, video aziendali, campagne marketing) e desideri garantire il consenso documentato e una traccia legale chiara dell'autorizzazione.
Cosa contiene
Il documento contiene le parti contraenti (azienda e dipendente), una dichiarazione di consenso esplicito per fotografie e registrazioni, l'autorizzazione all'uso delle immagini e della voce per scopi aziendali e promozionali, e lo spazio per data e firma.

Che cos'è un modello di liberatoria del dipendente?

Una liberatoria del dipendente è un documento legale con il quale un dipendente autorizza formalmente l'azienda a scattare fotografie, effettuare registrazioni audio e video della sua immagine e voce, e a utilizzare questi contenuti per scopi promozionali, pubblicitari, commerciali o aziendali. Disponibile come download Word gratuito e completamente modificabile, questo modello protegge l'azienda da controversie legali e documenta il consenso informato e volontario della persona fotografata. Puoi esportare il file in PDF una volta compilato per una conservazione sicura.

Perché hai bisogno di questo documento

Fotografare o videoregistrare un dipendente senza documentazione scritta espone l'azienda a rischi legali significativi. In Italia, il diritto d'immagine è tutelato dal Codice Civile (articoli 96-98), e violare questo diritto può portare a cause civili per danni morali ed economici. Una liberatoria sottoscritta crea una traccia legale chiara del consenso, protegge la reputazione aziendale, rispetta la normativa sulla privacy (GDPR), e riduce notevolmente il rischio di contestazioni future. Inoltre, dimostra professionalità e trasparenza verso i dipendenti, rafforzando la fiducia e la cultura aziendale. Senza una liberatoria, anche l'uso "innocente" di una foto su LinkedIn o nel sito aziendale può trasformarsi in una controversia costosa.

Quale variante fa al caso tuo?

Se la tua situazione è…Usa questo modello
Autorizzazione generale per immagini, video e audio con usi promozionaliLiberatoria del dipendente per fotografie e registrazioni
Consenso limitato a fotografie per comunicazione interna e sito webLiberatoria semplificata per foto aziendali
Quando anche il dipendente produce contenuti e cedere i dirittiLiberatoria con diritti d'autore
Autorizzazione specifica per testimonianze video commercialiLiberatoria per testimonial
Consenso esplicito per uso su reti sociali e piattaforme digitaliLiberatoria per social media

Errori comuni da evitare

❌ Non ottenere il consenso esplicito prima di utilizzare immagini

Perché conta: L'uso di fotografie o registrazioni senza autorizzazione documentata espone l'azienda a reclami legali per violazione dei diritti d'immagine e della privacy.

Fix: Sempre far sottoscrivere la liberatoria prima di scattare foto o avviare registrazioni, non dopo.

❌ Lasciare vaga la dichiarazione degli scopi di utilizzo

Perché conta: Un consenso generico ('uso generico') può non bastare legalmente; il dipendente potrebbe contestare usi non previsti.

Fix: Elenca gli scopi specifici (sito web, social media, brochure, campagne pubblicitarie) in modo chiaro e dettagliato.

❌ Non offrire compenso quando previsto da leggi locali o contratto

Perché conta: Leggi nazionali o accordi collettivi potrebbero richiedere un compenso per l'uso di immagine e voce a fini commerciali; ignorarlo può invalidare la liberatoria.

Fix: Consulta la normativa locale e il CCNL di riferimento; se richiesto, offri un compenso equo e documentalo nella liberatoria.

❌ Non conservare una copia firmata per ciascun dipendente

Perché conta: Senza copia sottoscritta, in caso di controversia, diventa difficile provare il consenso e l'azienda rischia responsabilità legale.

Fix: Archivia una copia firmata della liberatoria per ogni dipendente, preferibilmente con data certa (scansione datata o documento digitale certificato).

❌ Usare la stessa liberatoria per scopi completamente diversi nel tempo

Perché conta: Se le esigenze aziendali cambiano (es. passa da usi interni a commerciali massici), la liberatoria originale potrebbe non coprire i nuovi utilizzi.

Fix: Aggiorna la liberatoria o raccogliere una nuova autorizzazione quando gli scopi di utilizzo si modificano significativamente.

❌ Sottoscrivere senza spiegare chiaramente al dipendente cosa sta autorizzando

Perché conta: Una firma frettolosa senza comprensione reale del contenuto può essere contestata come consenso non informato.

Fix: Leggi la liberatoria ad alta voce con il dipendente, rispondi a domande, assicurati che capisca prima della firma.

Le 5 sezioni chiave, spiegate

Intestazione e parti contraenti

La liberatoria inizia con la data di stipula e identifica chiaramente l'azienda (con denominazione, forma giuridica e sede legale) e il dipendente (con nome completo e indirizzo). Questa sezione stabilisce chi autorizza e chi è autorizzato.

Dichiarazione di consenso

Il dipendente dichiara esplicitamente il proprio consenso a essere fotografato, videoregistrato e a far registrare la propria voce nel contesto del suo impiego. Questa è la parte cruciale che documenta l'accordo volontario.

Autorizzazione all'utilizzo

L'azienda riceve l'autorizzazione a utilizzare le fotografie, i video e le registrazioni audio per scopi promozionali, pubblicitari, commerciali o altri fini aziendali. Il dipendente consente anche che altri soggetti, autorizzati dall'azienda, possano utilizzare tali contenuti.

Scope di utilizzo

Il documento specifica che le immagini e registrazioni possono essere usate singolarmente o in combinazione con altri contenuti, garantendo flessibilità all'azienda nella composizione e diffusione dei materiali promozionali.

Spazi per firma e data

La liberatoria si conclude con spazi dedicati alla sottoscrizione del dipendente e alla data, rendendo il documento legalmente vincolante e attestando l'accettazione consapevole dei termini.

Come compilarlo

  1. 1

    Inserisci la data di sottoscrizione

    Compila il campo [DATA] con il giorno, mese e anno della firma della liberatoria. Questa data mark l'inizio della validità del documento.

    💡 Usa il formato gg/mm/aaaa o scrivi il mese per esteso per evitare ambiguità.

  2. 2

    Specifica i dati dell'azienda

    Inserisci il nome completo della tua impresa, la forma giuridica (SRL, SPA, ditta individuale), lo stato e provincia di costituzione, e l'indirizzo legale completo.

    💡 Controlla il certificato di iscrizione della Camera di Commercio per i dati ufficiali.

  3. 3

    Completa i dati del dipendente

    Scrivi il nome completo del dipendente e il suo indirizzo principale. Assicurati che i dati coincidano con quelli nel contratto di lavoro.

    💡 Chiedi al dipendente di verificare l'accuratezza prima della firma.

  4. 4

    Specifica il corrispettivo (se applicabile)

    Se il dipendente riceve un compenso aggiuntivo per concedere l'autorizzazione, indica l'ammontare nel campo [AMMONTARE]. Se nessun compenso è previsto, puoi scrivere 'nessuno' o cancellare questa parte.

    💡 Un corrispettivo può rafforzare legalmente il consenso, specialmente per usi commerciali intensivi.

  5. 5

    Rivedi le clausole di utilizzo

    Leggi attentamente gli scopi per cui le immagini e registrazioni potranno essere usate. Se necessario, aggiungi limitazioni specifiche (ad esempio, 'solo per comunicazione interna' o 'solo senza finalità commerciale').

    💡 Comunicare chiaramente i limiti protegge entrambe le parti e riduce eventuali controversie future.

  6. 6

    Firma e conserva le copie

    Sia il rappresentante aziendale che il dipendente devono sottoscrivere il documento con data. Conserva una copia per l'azienda e una per il dipendente.

    💡 Una firma digitale (con timestamp) ha lo stesso valore legale di quella olografa, spesso con maggiore certezza di data.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra una liberatoria e un consenso per il trattamento dei dati?

Una liberatoria autorizza l'uso specifico di immagine, voce e fotografie per scopi promozionali o commerciali. Un consenso per il trattamento dei dati (ai sensi del GDPR) riguarda il modo in cui l'azienda raccoglie, conserva e usa informazioni personali in generale. Molte volte l'azienda ha bisogno di entrambi: la liberatoria per il diritto d'immagine, e una nota privacy o consenso GDPR per il trattamento dei dati personali. Non confondere i due; una liberatoria non sostituisce un'informativa sulla privacy conforme al GDPR.

Posso usare una liberatoria già sottoscritta anni fa per nuovi scopi?

Dipende dalla formulazione originale e dalla legge locale. Se la liberatoria menziona solo "comunicazione interna" e ora vuoi usare le immagini in campagne pubblicitarie globali, è prudente raccogliere una nuova autorizzazione. Anche se potenzialmente coperta dalla formulazione generale, aggiornare il consenso riduce il rischio legale e dimostra rispetto verso il dipendente. Consigliato: rivedere la liberatoria ogni 2-3 anni o quando cambiano gli scopi di utilizzo.

E se il dipendente si rifiuta di firmare?

Il rifiuto è un diritto legale del dipendente. In questo caso, non puoi utilizzare la sua immagine o voce per scopi promozionali senza esporsi a rischi legali. Puoi comunque impiegare il dipendente e fotografare il lavoro senza inquadrare volti riconoscibili, oppure applicare tecniche di pixelazione o anonimizzazione. La firma della liberatoria non può essere una condizione di assunzione, a meno che non sia esplicitamente legata al ruolo (es. attore, modello).

Devo pagare il dipendente per firmare una liberatoria?

Non è obbligatorio se il consenso rientra nelle normali mansioni di lavoro (es. foto ufficiali dell'azienda per il sito). Tuttavia, se chiedi usi intensivi, commerciali o ripetuti nel tempo (es. testimonial per campagne pubblicitarie), offrire un compenso è consigliato. Il compenso non deve essere elevato, ma dimostra professionalità e rafforza la validità legale della liberatoria. Verifica anche il CCNL della categoria, che potrebbe richiedere un compenso per specifici utilizzi di immagine.

Che succede se il dipendente se ne va e poi contesta l'uso delle sue immagini?

Una liberatoria sottoscritta validamente continua a proteggere l'azienda anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, la durata e l'estensione dell'uso devono restare ragionevoli e conformi ai termini originali. Se il dipendente ex contesta l'utilizzo a distanza di anni, l'azienda potrà provare il consenso documentato, riducendo il rischio di danno. Per evitare future contese, è saggio documentare una data di scadenza o una revisione periodica nella liberatoria.

Posso usare le foto dei dipendenti nei social media senza preoccupazioni?

Solo se la liberatoria menziona esplicitamente "social media" o "piattaforme digitali" come scopo. I social media hanno una visibilità e una persistenza particolari; per questo è consigliato specificare tale utilizzo nella liberatoria. Se la liberatoria originale menziona solo "sito web", estendere l'uso ai social senza aggiornamento espone l'azienda a contestazioni. Soluzione: durante la stesura della liberatoria, elenca i social media (LinkedIn, Facebook, Instagram) tra gli scopi autorizzati.

Quale formato è più sicuro: firma cartacea o digitale?

Entrambi sono legalmente validi in Italia e in Svizzera, a condizione che la firma identifichi inequivocabilmente il sottoscrittore. Una firma digitale avanzata (con timestamp certificato) offre addirittura maggiore certezza di data e autenticità rispetto a una firma olografa. La firma cartacea su originale è facile da conservare, ma richiede gestione fisica dei documenti. Soluzione consigliata: usa piattaforme di firma digitale (es. DocuSign, Namirial) per celerità e tracciabilità, conservando una copia PDF datata.

Devo rinnovare la liberatoria ogni anno?

Non è obbligatorio se i dati del dipendente e gli scopi di utilizzo non cambiano. Tuttavia, è buona pratica revisionare la liberatoria ogni 2-3 anni o quando il dipendente cambia ruolo, o quando l'azienda introduce nuovi canali di comunicazione. Se il dipendente chiede esplicitamente di revocare il consenso, devi rispettare la richiesta e smettere di usare le sue immagini. Documentare una 'firma di rinnovo' periodica dimostra trasparenza e protegge ancora di più l'azienda.

Come si confronta con le alternative

vs Accordo di riservatezza (NDA)

L'accordo di riservatezza protegge le informazioni confidenziali dell'azienda dal dipendente. La liberatoria autorizza invece l'uso di immagine e voce del dipendente da parte dell'azienda. Sono documenti complementari: un NDA non contiene disposizioni su fotografie e video; una liberatoria non impone segretezza. Molte aziende raccolgono entrambi per coprire due aspetti diversi della relazione di lavoro.

vs Modulo informativo GDPR/Privacy

Un modulo privacy spiega come l'azienda raccoglie, conserva e tratta i dati personali (nome, indirizzo, email, etc.) ed è richiesto dal GDPR. Una liberatoria riguarda specificamente il diritto d'immagine e voce, un aspetto della privacy ma non l'unico. Una liberatoria non sostituisce un'informativa privacy completa; serve a completarla, autorizzando usi pubblici di immagine oltre la mera conservazione dei dati. Soluzione ottimale: fornire sia un modulo privacy informativo che una liberatoria specifica per immagini/video.

vs Contratto di lavoro

Il contratto di lavoro stabilisce i doveri, diritti e compenso del dipendente, inclusi talvolta cenni alle fotografie aziendali. Una liberatoria è un documento mirato e indipendente che affronta in dettaglio l'uso di immagine e voce a fini promozionali. Se il contratto di lavoro è generico su questo punto, una liberatoria specifica chiarisce e rafforza il consenso legale. Pratica consigliata: allegare la liberatoria al contratto o sottoscriverla contemporaneamente al termine della prova.

vs Modulo di autorizzazione generale

Un modulo di autorizzazione generale può coprire più argomenti (foto, video, uso del nome, marketing, etc.) in modo sommario. Una liberatoria del dipendente è specifica, dettagliata e focalizzata solo su immagine, voce e loro utilizzo. Una liberatoria offre maggiore protezione legale perché enumera esplicitamente gli scopi e riduce ambiguità. Se usi un modulo generico, è consigliabile completarlo con una liberatoria mirata per immagini e registrazioni.

Considerazioni per settore

Commercio al dettaglio e e-commerce

Utilizzare foto dei dipendenti per campagne promozionali, testimonial nei social media e branding aziendale.

Servizi professionali (consulenza, studi legali, contabilità)

Raccogliere immagini dei partner e professionisti per siti web, brochure e materiale marketing.

Hospitality e ristorazione

Fotografare e videoregistrare il personale per contenuti social, training video e promozioni della location.

Produzione e manifattura

Documentare il lavoro dei dipendenti per report aziendali, formazione interna e portfolio commerciale.

Settore immobiliare

Utilizzare testimonianze video e foto dei professionisti per piattaforme di annunci e marketing immobiliare.

Istruzione e formazione

Fotografare e registrare lezioni, seminari e laboratori con docenti e partecipanti a fini didattici e promozionali.

Modello o professionista — cosa fa al caso tuo?

PercorsoIdeale perCostoTempo
Usa il modelloPMI piccole e medie che fotografano dipendenti per comunicazione standard (sito, social, brochure interna).Gratuito o pochi euro per il download del modello.15–20 minuti per compilare i campi.
Modello + revisione professionaleAziende che usano intensivamente immagini dipendenti per campagne commerciali estese o mercati internazionali.Modello (pochi euro) + revisione legale (150–300 €).1-2 giorni per raccogliere revisione professionale.
Redatto su misuraGrandi aziende, agenzie di talenti, produzioni audiovisive che richiedono clausole su royalties, diritti futuri, o contesti legalmente complessi.500–1.500 € per redazione completamente personalizzata.1–2 settimane per negoziazione e finalizzazione.

Glossario

Liberatoria
Documento legale con il quale una persona autorizza un'altra a utilizzare la sua immagine, voce o altri elementi personali per scopi specifici.
Consenso informato
Accordo consapevole e volontario di una persona a permettere l'uso dei propri dati o immagini, con piena conoscenza dei termini.
Diritti d'immagine
Diritto del singolo di controllare e autorizzare l'uso della propria immagine, ritratto o voce in pubblico.
Scopi promozionali
Utilizzo di contenuti per publicità, marketing, campagne aziendali o diffusione attraverso media e piattaforme.
Registrazione audio
Incisione e memorizzazione della voce di una persona per successivo utilizzo o trasmissione.
Autorizzazione congiunta
Consenso a utilizzare immagini e registrazioni insieme, anche abbinate a altri contenuti o in form editate.
Cessione di diritti
Trasferimento della proprietà o dei diritti di utilizzo su un'immagine o registrazione da una persona all'altra.
Corrispettivo
Compenso economico o beneficio offerto in cambio dell'autorizzazione a utilizzare immagini o voce.
Privacy
Diritto del singolo a proteggere i propri dati personali e a controllare come vengono utilizzati.
Firma digitale
Metodo di sottoscrizione elettronica che attesta l'identità di chi firma e l'accettazione dei termini.

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