Lista contratto co-branding

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GratuitoLista contratto co-branding

In sintesi

Che cos'è
Una lista di controllo completa per verificare tutti i termini e le disposizioni fondamentali di un contratto di co-branding. Il modello copre identità delle parti, scopo dell'accordo, diritti d'autore, sviluppo tecnico, marketing e supporto clienti. Disponibile in Word gratuito, modificabile e esportabile in PDF.
Quando ti serve
Quando due aziende decidono di collaborare creando una pagina web condivisa, brandizzata da entrambi i partner. Serve prima di negoziare o sottoscrivere un accordo di co-branding per non dimenticare nessun aspetto legale, commerciale o tecnico.
Cosa contiene
Una lista di controllo che copre: identità delle parti, scopo generale, questioni preliminari, responsabilità di sviluppo, marketing e collegamento, supporto clienti, diritti d'autore e proprietà intellettuale. Ogni sezione contiene domande specifiche per guidare la negoziazione.

Che cos'è un modello "Lista contratto co-branding"?

Una lista di controllo completa che copre tutti i termini e le disposizioni fondamentali da negoziare e includere in un contratto di co-branding. Il modello Word gratuito, modificabile e esportabile in PDF, guida metodicamente attraverso identità delle parti, scopo della partnership, responsabilità di sviluppo, obblighi di marketing, supporto clienti, diritti d'autore e proprietà intellettuale. Non sostituisce una consulenza legale, ma serve come checklist operativa per assicurarsi che nessun aspetto critico venga dimenticato durante la negoziazione.

Perché hai bisogno di questo documento

Un contratto di co-branding non negoziato con cura espone entrambe le parti a rischi significativi: conflitti su chi possiede i diritti d'autore del sito, sorprese sui costi di sviluppo o manutenzione, dispute sulla visibilità del marchio, e incertezza su cosa succede se uno dei partner decide di uscire dalla partnership. Una lista di controllo sistematica garantisce che ogni aspetto legale, commerciale e tecnico sia affrontato prima della firma, riducendo litigi costosi e costruendo una base solida di fiducia. Particolarmente utile per PMI che non hanno accesso permanente a consulenti legali, questa checklist consente di dialogare in modo professionale con il partner e, se necessario, di presentare al proprio avvocato un documento già ben strutturato.

Quale variante fa al caso tuo?

Se la tua situazione è…Usa questo modello
Partnership senza componenti pubblicitarie rilevantiLista di controllo co-branding semplice
Accordo che prevede budget e campagne di marketing condiviseCo-branding con focus marketing
Una parte concede diritti d'uso su brand, logo o contenuti esclusiviCo-branding con licenze di proprietà intellettuale
Una parte fornisce manutenzione continua del sito e assistenza clientiCo-branding con supporto tecnico
Accordo tra partner in giurisdizioni diverseCo-branding internazionale

Errori comuni da evitare

❌ Non chiarire chi possiede i diritti d'autore sui contenuti sviluppati congiuntamente

Perché conta: Dopo la fine dell'accordo, ciascuna parte potrebbe rivendicare il diritto di usare il sito o i contenuti, generando controversie legali costose.

Fix: Specifica esplicitamente in una tabella chi possiede ogni asset (logo, testi, grafiche, codice del sito) e quali licenze vengono concesse all'altra parte.

❌ Non definire il posizionamento e le dimensioni del link

Perché conta: Un link poco visibile non porta traffico significativo; una discrepanza può causare risentimento e disputa sulla visibilità della partnership.

Fix: Allega una specifica tecnica che indichi posizione (sopra la piega, nella sidebar), dimensioni minime del testo, e colore del link.

❌ Omettere i costi di sviluppo e chi li paga

Perché conta: Senza accordo chiaro, una parte potrebbe scoprire inaspettatamente di dover pagare migliaia di euro, causando rottura della partnership.

Fix: Includi un budget dettagliato, una cronologia dei pagamenti e specifica cosa accade se i costi superano la stima.

❌ Non specificare chi fornisce supporto clienti e a quale costo

Perché conta: Clienti insoddisfatti ricevono risposte lente o errate; una parte sostiene costi nascosti, l'altra non riceve servizio adeguato.

Fix: Assegna chiaramente al partner più in grado di fornire supporto, con SLA definiti (tempi di risposta, ore di operatività) e compenso esplicito.

❌ Non prevedere come gestire gli aggiornamenti della pagina principale

Perché conta: Se il sito principale cambia design o funzionalità, il co-branding rimane obsoleto o disallineato, deteriorando l'esperienza utente.

Fix: Includi una clausola che stabilisca se gli aggiornamenti sono obbligatori, chi li finanzia, e entro quanti giorni devono essere implementati.

❌ Omettere clausole su durata, risoluzione e cosa accade ai diritti dopo la fine

Perché conta: Senza exit strategy, una parte rimane legata all'altra indefinitamente; controversie su cosa succede al sito e ai dati sono inevitabili.

Fix: Specifica la durata (es. 2 anni rinnovabili), le modalità di risoluzione per giusta causa o comune accordo, e se il sito viene disattivato, ceduto o mantenuto da una sola parte.

Le 9 clausole chiave, spiegate

Identità delle parti

In linguaggio semplice: Specifica chiaramente chi sono i contraenti (persone fisiche o entità commerciali), il loro tipo di azienda, i dati anagrafici e il nome della persona autorizzata a firmare.

Esempio di formulazione
Le parti contraenti sono [NOME AZIENDA A] e [NOME AZIENDA B]. La prima è una società di diritto italiano con sede in [INDIRIZZO A]. La seconda è [TIPO ENTITÀ] con sede in [INDIRIZZO B]. Entrambe le parti sono rappresentate da [NOME FIRMATARIO] con titolo [QUALIFICA], che dichiara di avere piena autorità per sottoscrivere il presente contratto.

Errore comune: Non indicare chiaramente l'autorità del firmatario o confondere l'identità legale dell'azienda con il nome commerciale.

Scopo e descrizione della pagina in co-branding

In linguaggio semplice: Descrive nel dettaglio lo scopo dell'accordo, l'attività principale, l'URL delle pagine, il contenuto e come il co-branding è definito tra i partner.

Esempio di formulazione
Le parti intendono sviluppare una pagina web in co-branding accessibile all'indirizzo [URL PRINCIPALE] e collegata da [URL SECONDARIO]. La pagina includerà [DESCRIZIONE CONTENUTI]. Per co-branding si intende la condivisione visibile del marchio di entrambe le parti nel formato [SPECIFICHE DI BRAND].

Errore comune: Essere troppo vago sulla natura e l'estensione della collaborazione, causando disaccordi futuri su cosa rientra nel co-branding.

Responsabilità di sviluppo

In linguaggio semplice: Stabilisce quale parte è responsabile della creazione, del design, della funzionalità e della manutenzione del sito in co-branding.

Esempio di formulazione
[PARTE A] è responsabile dello sviluppo completo della pagina in co-branding, incluso design, programmazione e integrazione di contenuti. Le spese di sviluppo ammontano a [IMPORTO]. [PARTE B] contribuirà con [CONTENUTI/APPROVAZIONI] secondo i tempi concordati.

Errore comune: Non definire chiaramente chi paga le spese di sviluppo o non stabilire obblighi di consegna dei contenuti (testi, grafiche, logo).

Diritti di approvazione e accesso

In linguaggio semplice: Stabilisce se la parte non responsabile dello sviluppo ha diritto di approvare la pagina finale e se il sito sarà accessibile durante le fasi di sviluppo.

Esempio di formulazione
[PARTE B] avrà diritto di approvazione sulla versione finale della pagina in co-branding. Il sito sarà accessibile per ispezione a partire da [DATA]. Una volta lanciato, i contenuti non potranno essere modificati senza consenso scritto di entrambe le parti.

Errore comune: Non concedere diritti di approvazione sufficienti o non coordinare gli aggiornamenti quando la pagina principale cambia.

Marketing e obblighi di collegamento

In linguaggio semplice: Specifica le responsabilità di ciascuna partner nel promuovere il sito in co-branding, inclusi link placement, contenuti pubblicitari e contributi di budget.

Esempio di formulazione
[PARTE A] fornirà un link evidente dalla propria homepage al sito in co-branding, con posizionamento [SPECIFICHE]. [PARTE B] destinerà almeno [PERCENTUALE/IMPORTO] al marketing congiunto. Entrambe le parti potranno utilizzare il marchio co-branding nei rispettivi materiali pubblicitari previa approvazione scritta.

Errore comune: Non definire il posizionamento del link (visibilità insufficiente) o non specificare chi finanzia la pubblicità.

Comunicato stampa e affiliazione pubblica

In linguaggio semplice: Stabilisce se le parti emetteranno un comunicato stampa congiunto, chi paga le spese, e se l'affiliazione può essere utilizzata nei materiali promozionali di entrambe.

Esempio di formulazione
Le parti emetteranno un comunicato stampa congiunto per annunciare la partnership. Le spese saranno suddivise equamente. Entrambe le parti potranno menzionare l'affiliazione nei propri materiali pubblicitari, siti web e comunicazioni, subordinatamente ad approvazione reciproca dell'uso del marchio.

Errore comune: Non stabilire chi paga il comunicato stampa o permettere uso libero della brand senza controllo sulla qualità della comunicazione.

Supporto clienti e servizi

In linguaggio semplice: Chiarisce quale parte fornisce assistenza ai clienti degli utenti che accedono al sito in co-branding e se è previsto compenso aggiuntivo.

Esempio di formulazione
[PARTE A] fornirà il supporto clienti agli utenti del sito in co-branding, utilizzando i medesimi standard di servizio applicati ai propri clienti principali. Il compenso per tale servizio è incluso [NELLE QUOTE DI PROFITTO / IN UN CANONE AGGIUNTIVO DI €...].

Errore comune: Non clarificare chi gestisce reclami e supporto tecnico, causando confusione e disservizi ai clienti finali.

Diritti d'autore e proprietà intellettuale

In linguaggio semplice: Specifica quale parte detiene i diritti su contenuti, logo, grafiche, testi e altre creazioni, e quali licenze vengono concesse per l'utilizzo reciproco.

Esempio di formulazione
[PARTE A] rimane titolare dei diritti su [CONTENUTI/LOGO/DESIGN]. [PARTE B] rimane titolare dei diritti su [SUOI CONTENUTI/PROPRIETÀ]. Ciascuna parte concede all'altra una licenza non esclusiva per utilizzare la propria proprietà intellettuale esclusivamente nell'ambito della pagina in co-branding, per la durata del presente contratto.

Errore comune: Non specificare chi possiede il copyright dei contenuti creati congiuntamente o non limitare l'uso della proprietà intellettuale dopo la fine del contratto.

Licenze per materiali collegati

In linguaggio semplice: Fornisce licenze esplicite per l'uso di contenuti da parte di terzi o link che rimandano a siti esterni, evitando violazioni di copyright.

Esempio di formulazione
Qualora la pagina in co-branding includer link a siti di terzi o contenuti sotto licenza, [PARTE RESPONSABILE] assicura di disporre delle appropriate autorizzazioni e licenze e di mantenere l'elenco aggiornato.

Errore comune: Includere link o contenuti senza le necessarie autorizzazioni, esponendo entrambe le parti a rischi legali.

Come compilarlo

  1. 1

    Completa l'identità delle parti

    Compila i dati anagrafici di entrambe le aziende, il tipo di entità, gli indirizzi esatti e il nome e titolo della persona autorizzata a firmare. Verifica che il firmatario abbia davvero autorità legale.

    💡 Chiedi una copia dell'atto costitutivo o della documentazione ufficiale per verificare il potere di firma.

  2. 2

    Descrivi lo scopo e gli URL

    Spiega chiaramente quale sarà l'obiettivo della partnership, il contenuto della pagina in co-branding e tutti gli URL coinvolti. Definisci cosa intendi per co-branding nel tuo caso specifico.

    💡 Allega uno schema o un mockup della pagina proposta per evitare malintesi.

  3. 3

    Assegna le responsabilità di sviluppo

    Stabilisci quale parte sviluppa il sito, chi paga le spese, quale è il budget, e quali sono gli obblighi di consegna (testi, grafiche, logo). Fissa date limite.

    💡 Includi penali se i contenuti non vengono consegnati nei tempi previsti.

  4. 4

    Dettagli diritti di approvazione

    Specifica se la parte non sviluppatrice ha diritto di approvare la pagina finale, se il sito è accessibile durante lo sviluppo, e come gestire gli aggiornamenti futuri della pagina principale.

    💡 Concedi revisioni limitate per evitare blocchi durante lo sviluppo.

  5. 5

    Definisci marketing e link

    Indica chi è responsabile del marketing, dove verrà posizionato il link, le dimensioni, il budget pubblicitario e come misurare il successo della campagna.

    💡 Allega una specifica tecnica per il link (dimensioni, colore, posizionamento sulla pagina).

  6. 6

    Affronta supporto clienti e proprietà intellettuale

    Chiarisci chi fornisce supporto ai clienti, chi possiede i diritti d'autore di ogni contenuto e quali licenze vengono concesse per l'uso reciproco del brand.

    💡 Crea una tabella che elenchi ogni asset (logo, contenuti, grafiche) e il proprietario corrispondente.

  7. 7

    Aggiungi clausole finali

    Includi durata del contratto, modalità di risoluzione, conseguenze della violazione, riservatezza e dispute. Assicurati che il contratto sia governato dalla legge italiana.

    💡 Consulta un avvocato specializzato in diritto commerciale per le clausole finali.

Domande frequenti

Chi è responsabile dello sviluppo del sito in co-branding?

Generalmente, la parte che possiede il sito principale o ha competenze tecniche interne. Tuttavia, questo deve essere negoziato in base alle risorse e all'interesse di ciascuna parte. È importante definire esplicitamente: chi ha responsabilità tecnica, chi paga gli sviluppatori, chi approva il design finale, e quali sono i tempi di consegna. Se nessuna parte ha competenze tecniche, entrambe potranno condividere il costo di un esterno.

Come dividiamo i ricavi o gli utili dal sito in co-branding?

La divisione dipende da quanto ciascuna parte contribuisce (investimento iniziale, sviluppo, marketing, supporto clienti). Può essere una percentuale fissa sugli utili, un pagamento una tantum, o un modello a commissione. Ad esempio: la parte che sviluppa il sito riceve il 60% per i primi 2 anni, poi si riduce al 40%. Includi nel contratto come e quando viene contabilizzato il ricavo (mensilmente, trimestralmente) e chi ha accesso ai report finanziari.

Possiamo usare il logo dell'altra parte nei nostri materiali pubblicitari?

Solo se il contratto lo permette esplicitamente e se hai ottenuto approvazione scritta per ogni uso specifico. È consigliato inserire una clausola che dica: "Ciascuna parte può usare il marchio dell'altra parte nei propri materiali pubblicitari e sul sito principale, subordinatamente a approvazione della qualità e della presentazione". Questo protegge il brand di ciascuno da usi indesiderati.

Cosa succede al sito se rompiamo la partnership?

Deve essere chiaramente stabilito nel contratto. Opzioni comuni: (1) il sito viene disattivato; (2) continua a funzionare ma gestito da una sola parte; (3) gli asset vengono divisi secondo un accordo predefinito. Specifica anche chi mantiene l'accesso ai dati dei clienti, agli archivi e agli analitici dopo la fine dell'accordo. Una clausola sulla transizione (es. 30 giorni di supporto gratuito per trasferire il sito) è consigliata.

Abbiamo bisogno di un avvocato per un contratto di co-branding?

Una lista di controllo aiuta a non dimenticare nessun aspetto, ma la complessità varia. Se il co-branding è semplice (sito informativo, budget piccolo, due aziende di dimensioni simili), puoi gestire il contratto con un modello e review interna. Se coinvolge diritti intellettuali significativi, grandi budget, o partner in giurisdizioni diverse, consulta un avvocato specializzato in diritto commerciale per verificare conformità legale e protezione dei tuoi diritti.

Come stabilire i termini di marketing nel contratto?

Definisci responsabilità specifiche: quale partner promuove il sito sulle proprie piattaforme (social, email, newsletter), quale fornisce budget pubblicitario e quanto (cifra fissa o percentuale), e come misurare il successo (visite, lead, conversioni). Ad esempio: "Partner A dedicerà uno spazio homepage al link per 6 mesi; Partner B investirà €500 al mese in campagne Google Ads". Includi anche come concordare creatività pubblicitarie e come accedere ai risultati analytics.

Cosa fare se una parte smette di aggiornare i contenuti?

Includi una clausola di performance che specifichi obblighi di aggiornamento (es. "i contenuti saranno aggiornati entro 30 giorni da richiesta scritta"). Se una parte non rispetta questo termine, l'altra può: (1) eseguire gli aggiornamenti autonomamente e addebitare le spese; (2) avviare una procedura di risoluzione con preavviso; (3) attivare una penale al giorno o al mese. Stabilisci anche cosa accade se uno dei siti principali viene disattivato: il co-branding può continuare autonomamente, o viene terminato?

Servono versioni diverse della lista per Italia e Svizzera?

I principi sono uguali, ma ci sono differenze legali minori. In Svizzera (Ticino), il diritto di proprietà intellettuale e le leggi sulla responsabilità civile hanno sfumature diverse. Se la partnership coinvolge enti in giurisdizioni diverse, è bene specificare nel contratto quale legge governa (es. "legge italiana"). Per accordi transfrontalieri complessi, consulta un avvocato che conosca entrambe le giurisdizioni.

Come si confronta con le alternative

vs Accordo di partenariato generico

Un accordo di partenariato generico copre collaborazioni ampie (distributori, reseller, joint venture). La lista di controllo co-branding è più specifica: si concentra su aspetti web, diritti di brand online, marketing digitale e proprietà intellettuale del sito. Se il tuo accordo prevede solo condivisione di link senza elementi visivi comuni, usi una lista più semplice. Se prevede co-ownership del dominio, hosting condiviso e brand joint, usi questa lista completa.

vs Licenza di marchio semplice

Una licenza permette a una parte di usare il marchio dell'altra per un prodotto o servizio specifico. Il co-branding è una partnership paritaria dove entrambi i marchi sono visibili e vanno insieme sullo stesso sito. Una licenza è unidirezionale (A permette a B di usare il suo logo), il co-branding è bidirezionale (sia A che B appaiono nel sito congiunto). Usa una licenza se uno dei partner è subordinato; usa co-branding se la collaborazione è strategica e paritaria.

vs Accordo di affiliazione

Un affiliato promuove il prodotto di un merchant in cambio di commissione per ogni venta o lead generato. Nel co-branding, due marchi collaborano per creare un'esperienza congiunta e condividono il ricavo o i costi. Un affiliato può non essere visibile nel sito dell'altro; nel co-branding entrambi i brand sono prominenti. Usa affiliazione se la relazione è transazionale (A spinge traffico a B); usa co-branding se vuoi creare un'entità visibile e strategica insieme.

vs Accordo di joint venture

Una joint venture crea un'entità legale separata (spesso una società nuova) dove i partner investono capitale e condividono profitti e perdite. Un co-branding è solitamente più leggero: due aziende mantengono la loro indipendenza legale e creano solo una pagina web congiunta. Una joint venture comporta strutture fiscali e governance complesse; un co-branding è più semplice e flessibile. Scegli co-branding se vuoi sperimentare una partnership senza formalità legale pesante.

Considerazioni per settore

E-commerce e retail online

Due negozi online creano una pagina congiunta per cross-selling e condividono database clienti sicuri.

Media, editoria e content marketing

Un editore e un marchio coproducono una sezione tematica con contenuti congiunti e sponsorizzazione condivisa.

SaaS e software

Due provider software integrano le loro piattaforme e creano una landing page di prodotto co-branded.

Turismo e ospitalità

Strutture ricettive e agenzie di viaggio collaborano per pacchetti vacanza con prenotazione congiunta.

Servizi professionali e consulenza

Studio legale e commercialista creano una pagina informativa co-brandizzata per servizi integrati.

Marketing e advertising

Agenzia creativa e piattaforma di social media partnership lanciano una soluzione congiunta con demo interactive.

Note giurisdizionali

Il modello è conforme al diritto civile italiano e alle normative sulla proprietà intellettuale (codice della proprietà industriale). Le clausole si adattano a PMI italiane e ai loro obblighi verso la PA e i clienti. Consigliamo di specificare nella firma che il contratto è regolato dalla legge italiana.

In Svizzera (Ticino), il diritto d'autore e le responsabilità civili hanno sfumature leggermente diverse. Se una parte è svizzera e l'altra italiana, specifica la giurisdizione competente nel contratto. Una revisione legale locale ticinese è consigliata per accordi oltre i CHF 10.000.

Modello o avvocato — cosa fa al caso tuo?

PercorsoIdeale perCostoTempo
Usa il modelloPartnership semplice tra due PMI italiane, senza significativi diritti intellettuali esclusivi o budget pubblicitari complessi.€0 (modello gratuito)3-4 ore per compilazione, 5-7 giorni per negoziazione asincrona
Modello + revisione legalePartnership di media complessità con coinvolgimento di contenuti esclusivi, licenze di brand importanti, o partner in più giurisdizioni.€200–500 per revisione legale sommaria2 giorni per compilazione + 3-5 giorni per revisione e negoziazione
Redatto su misuraPartnership strategica di grande valore, coinvolgimento di tech complessa, diritti intellettuali importanti, o partner internazionali.€800–2.000+ per redazione completa5-7 giorni per consulenza approfondita + negoziazione legale

Glossario

Co-branding
Accordo tra due marchi per sviluppare e promuovere congiuntamente una pagina web o un progetto commerciale, dove entrambi i brand sono visibili.
Proprietà intellettuale
Diritti legali su contenuti, logo, grafiche, testi, marchi e ogni altra creazione originale.
Licenza
Autorizzazione concessa da una parte all'altra per utilizzare la propria proprietà intellettuale entro i limiti specificati.
Link placement
Posizionamento e dimensione dei link ipertestuali che collegano il sito principale al sito in co-branding.
Sviluppatore del sito
La parte incaricata della creazione e manutenzione tecnica della pagina in co-branding.
Supporto clienti
Servizio di assistenza fornito agli utenti che accedono alla pagina in co-branding.
Compenso
Pagamento monetario o altro corrispettivo stabilito tra le parti per servizi forniti.
Affiliazione
Associazione commerciale tra due marchi per beneficio reciproco, spesso a scopo pubblicitario.

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