Contratto di partnership per il contenuto web

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GratuitoContratto di partnership per il contenuto web

In sintesi

Che cos'è
Un contratto di partnership per il contenuto web è un accordo bilaterale che disciplina la collaborazione tra il proprietario di un sito web e un fornitore di contenuti. Stabilisce modalità di funzionamento di un sito co-branded, diritti di link, condivisione di ricavi pubblicitari e responsabilità operative. È disponibile in formato Word modificabile e esportabile in PDF.
Quando ti serve
Hai bisogno di questo documento quando desideri stabilire una partnership formale con un altro provider di contenuti, creare un sito co-branded, o definire chiaramente come condividere i ricavi pubblicitari e le responsabilità tecniche. È essenziale per proteggere i diritti di entrambe le parti e evitare malintesi sulla gestione del sito e sulla distribuzione dei guadagni.
Cosa contiene
Il contratto include sezioni sulla creazione e gestione del sito co-branded, modalità di inserimento dei link, standard di qualità richiesti, regole sulla pubblicità e sponsorizzazioni, formula di revenue sharing, diritti di verifica contabile, utilizzo di anticipazioni di contenuto, e pagamento di onorari dai collaboratori. Copre inoltre marchi, look and feel, responsabilità tecniche e obblighi delle parti.

Che cos'è un modello "Contratto di partnership per il contenuto web"?

Un contratto di partnership per il contenuto web è un accordo formale e vincolante tra il proprietario di un sito web e un fornitore di contenuti, che disciplina come collaborare per creare e gestire un sito co-branded. Regola modalità di lancio del sito, responsabilità tecniche e operative, modalità di inserimento dei link, diritti di utilizzo del marchio, condivisione equa dei ricavi pubblicitari, e procedure di verifica contabile. Il documento include anche clausole su anticipazioni di contenuto, onorari da collaboratori, e terminazione della partnership. È disponibile in formato Word completamente modificabile, permette di personalizzare ogni sezione con i dati della tua impresa e del partner, ed è esportabile in PDF.

Perché hai bisogno di questo documento

Senza un contratto formale, una partnership web è esposta a grandi rischi: ambiguità su chi paga i costi infrastrutturali, dispute su percentuali di revenue sharing non precisate, conflitti sulla proprietà dei dati e del sito co-branded, e difficoltà nel provare chi ha ricevuto quale importo. Un contratto di partnership ben strutturato protegge entrambe le parti, stabilisce chiaramente diritti e obblighi, crea procedure trasparenti di pagamento e audit, e fornisce una base legale per risolvere controversie. Permette inoltre di negoziare in anticipo termini complessi (hosting, marchio, link, pubblicità) quando entrambe le parti sono disposte, anziché litigare successivamente quando il sito è già attivo e i ricavi sono in ballo.

Quale variante fa al caso tuo?

Se la tua situazione è…Usa questo modello
Quando entrambe le parti condividono ricavi pubblicitari e spese operative in modo equilibrato.Partnership standard con revenue sharing
Quando è necessario includere diritti di verifica contabile periodica e controlli sui pagamenti.Partnership con monitoraggio e audit contabile
Quando il fornitore di contenuti ha esigenze specifiche di visibilità del marchio nel sito co-branded.Co-branding con marchio del provider
Quando il proprietario del sito intende estendere l'accesso al sito co-branded a filiali, partner e concessionari.Partnership con accesso a sussidiari e licenziatari
Quando il fornitore si impegna a fornire nuove feature gratuitamente per mantenere il sito co-branded aggiornato.Accordo con servizi e funzionalità aggiuntive
Quando il contratto include il pagamento di commissioni derivanti da partnership di terzi visualizzati sul sito.Partnership con onorari per referral dai partner

Errori comuni da evitare

❌ Non definire chiaramente chi paga i costi di hosting, manutenzione e infrastruttura del sito co-branded.

Perché conta: Quando il sito ha problemi tecniche o costi inattesi, entrambe le parti si accusano a vicenda di non aver pagato, paralizzando la risoluzione del problema.

Fix: Specifica esattamente nel contratto chi è responsabile di quali costi (server, CDN, SSL, backup, supporto tecnico) e come vengono suddivisi gli aumenti di spesa.

❌ Usare percentuali di revenue sharing che non sommano al 100% o non definire cosa succede ai residui.

Perché conta: Se il contratto dice '50% al fornitore' e '40% al proprietario', il 10% restante rimane indefinito, causando dispute su soldi mai pagati.

Fix: Assicurati che le percentuali di revenue sharing sommino sempre al 100%, oppure specifica dove vanno i residui (es. riserva, reinvestimento, tasse).

❌ Non concordare preventivamente i termini di pagamento e permettere ritardi indefiniti.

Perché conta: Senza una data precisa di pagamento, il creditore non sa quando riceverà i fondi e non può pianificare il budget.

Fix: Stabilisci giorni precisi di pagamento (es. 'entro 30 giorni dalla fine del mese') e includi una clausola su interessi o penali per ritardi oltre 15 giorni.

❌ Lasciare vago cosa si intende per 'anticipazioni' di contenuto, permettendo al proprietario di copiare quasi tutto il materiale.

Perché conta: Se il proprietario pubblica anteprime troppo lunghe sul suo sito, gli utenti non avranno motivo di visitare il sito co-branded, annullando il valore della partnership.

Fix: Specifica la lunghezza massima delle anticipazioni (es. 'max 20% del contenuto completo' o 'max 300 parole') e il formato (testo solo, senza immagini).

❌ Non limitare il numero di audit o verifiche contabili, permettendo all'altra parte di esaminare i libri troppo spesso.

Perché conta: Audit frequenti sono costosi, disturbano l'operazione e creano un clima di sfiducia reciproca.

Fix: Limita gli audit a 1–2 volte l'anno e richiedi un preavviso scritto di almeno 10–15 giorni.

❌ Non specificare cosa accade al sito co-branded, ai dati e ai ricavi in sospeso quando il contratto termina.

Perché conta: Al termine della partnership, se non è chiaro chi controlla il sito, le parti possono finire in disputa legale su dati, traffico e soldi.

Fix: Includi una sezione di 'fine contratto' che descriva il trasferimento dei dati, l'accesso al sito, il pagamento dei ricavi finali e la durata della retention dei dati.

Le 10 clausole chiave, spiegate

Sezione LINK

In linguaggio semplice: Il proprietario del sito inserisce link al sito co-branded dalle sezioni rilevanti, con obbligo di link quando crea aree tematiche dedicate.

Esempio di formulazione
Il Proprietario del Sito inserirà dei collegamenti dal Sito del Proprietario del Sito al Sito Co-branded. Quando il Proprietario del Sito crea un'area della Rete dedicata a [ARGOMENTO], il Proprietario del Sito dovrà inserire un collegamento al Sito Co-branded in tale area.

Errore comune: Non chiarire se i link sono obbligatori ovunque o solo in sezioni specifiche, rischiando controversie sulla visibilità del sito co-branded.

Sezione SITO CO-BRANDED — Lancio e Data

In linguaggio semplice: Il fornitore di contenuti si impegna a lanciare il sito co-branded entro una data concordata, mantenendo standard qualitativi equivalenti al sito del proprietario.

Esempio di formulazione
Il Fornitore del Contenuto dovrà lanciare il Sito Co-branded il [DATA], salvo diverso accordo. Il Fornitore del Contenuto opererà il Sito Co-branded in modo coerente agli standard di qualità attuali del Proprietario del Sito.

Errore comune: Non specificare una data precisa di lancio o non definire chiaramente gli standard di qualità, causando ritardi o conflitti su performance attese.

Sezione SITO CO-BRANDED — Responsabilità Tecniche

In linguaggio semplice: Il fornitore è responsabile dei costi operativi (software, hardware, rete) e fornisce rapporti settimanali di traffico al proprietario del sito.

Esempio di formulazione
Il Fornitore del Contenuto sarà responsabile dei costi per il funzionamento del software, dell'hardware e della rete. Il Fornitore del Contenuto fornirà rapporti di traffico settimanale al Proprietario del Sito.

Errore comune: Lasciare ambiguo chi paga i costi infrastrutturali, generando dispute su spese di server, hosting e manutenzione.

Clausola su Pubblicità e Sponsorizzazioni

In linguaggio semplice: Il fornitore non può vendere pubblicità o posizionare sponsorizzazioni sul sito co-branded senza approvazione preventiva del proprietario; il proprietario determina come monetizzare.

Esempio di formulazione
Il Fornitore del Contenuto non potrà vendere o posizionare pubblicità su nessuna pagina del Sito Co-branded senza la preventiva approvazione del Proprietario del Sito. A sua sola discrezione, il Proprietario del Sito venderà pubblicità sul Sito Co-branded.

Errore comune: Non definire chi ha autorità decisionale sulla pubblicità, rischiando che il fornitore inserisca annunci in conflitto con l'immagine del proprietario.

Sezione ENTRATE NETTE e Revenue Sharing

In linguaggio semplice: Le entrate nette dalla pubblicità sono divise in percentuali concordate; il pagamento avviene mensilmente o trimestralmente dopo la riscossione.

Esempio di formulazione
Il [%] delle Entrate Nette da tali programmi dovrà essere assegnato al Fornitore del Contenuto e il [%] al Proprietario del Sito. Per 'Entrate Nette' si intende il pagamento della somma netta ricevuto dal Proprietario del Sito meno commissioni e tasse. Il pagamento sarà fatto [NUMERO] giorni seguenti al [MESE/TRIMESTRE].

Errore comune: Non definire esattamente cosa rientra nelle 'entrate nette' (sconti, rimborsi, tasse) o non specificare la periodicità di pagamento, causando pagamenti ritardati e controversie.

Diritto di Verifica Contabile

In linguaggio semplice: Entrambe le parti hanno il diritto di verificare i libri contabili dell'altra, non più di X volte l'anno con preavviso, per confermare l'accuratezza dei pagamenti.

Esempio di formulazione
Il Fornitore del Contenuto avrà il diritto di verificare i libri e le registrazioni contabili del Proprietario del Sito non più di [NUMERO] volte l'anno, previa comunicazione scritta non meno di [NUMERO] giorni prima, da revisori contabili accettabili.

Errore comune: Non stabilire limiti al numero di audit o non richiedere preavviso, permettendo controlli eccessivi e disruptive.

Sezione ANTICIPAZIONI

In linguaggio semplice: Il proprietario può utilizzare estratti del contenuto come anteprime sul suo sito per attirare utenti verso il sito co-branded.

Esempio di formulazione
Il Proprietario del Sito può utilizzare parti del Contenuto per creare 'anticipazioni' per essere visualizzate, a unica discrezione del Proprietario del Sito, sul Sito del Proprietario del Sito e su qualsiasi sito web per invogliare gli utenti a visualizzare il Sito Co-branded.

Errore comune: Non limitare la lunghezza o il formato delle anticipazioni, rischiando che il proprietario pubblichi praticamente tutto il contenuto, annullando il traffico verso il sito co-branded.

Sezione ONORARI DEL COLLABORATORE

In linguaggio semplice: Il fornitore paga al proprietario una percentuale delle commissioni che riscuote dai partner i cui prodotti/annunci appaiono sul sito co-branded.

Esempio di formulazione
Il Fornitore del Contenuto pagherà al Proprietario del Sito il [%] degli onorari addebitati dal Fornitore del Contenuto ai partner i cui prodotti, servizi e/o annunci pubblicitari sono visualizzati sul Sito Co-branded. Il pagamento sarà fatto [NUMERO] giorni successivi al mese.

Errore comune: Non definire chiaramente quale percentuale di onorari partnership deve essere condivisa, o non stabilire quando gli onorari si considerano 'incassati' vs. fatturati.

Clausola su Link e Restrizioni Tecniche

In linguaggio semplice: Il fornitore non può inserire link al proprio sito o a siti terzi dal sito co-branded senza approvazione preventiva del proprietario.

Esempio di formulazione
Senza la previa autorizzazione del Proprietario del Sito, il Fornitore del Contenuto non potrà inserire un collegamento al Sito del Fornitore del Contenuto o a qualsiasi altro sito sul Sito Co-branded.

Errore comune: Permettere link non controllati dal sito co-branded, che possono danneggiare il SEO del proprietario o mandare traffico verso competitor.

Sezione Look and Feel e Marchio

In linguaggio semplice: Il proprietario progetta l'aspetto e il design del sito co-branded; il logo del fornitore appare (previa approvazione) su ogni pagina.

Esempio di formulazione
Il Proprietario del Sito dovrà creare e progettare il 'look and feel' del Sito Co-branded. Il Sito Co-branded dovrà includere il logo del Fornitore del Contenuto, oggetto all'approvazione del Proprietario del Sito, visualizzato su ogni pagina.

Errore comune: Non concordare preventivamente il formato, la dimensione e la posizione del logo del fornitore, causando dispute sulla visibilità del marchio.

Come compilarlo

  1. 1

    Inserisci i dati identificativi delle parti

    Completa con il nome completo e l'indirizzo della tua impresa (proprietario del sito) e del fornitore di contenuti. Se è una persona giuridica, aggiungi lo stato/provincia di costituzione; se persona fisica, aggiungi il domicilio principale.

    💡 Assicurati che i nomi e gli indirizzi siano esatti e coerenti con i documenti ufficiali (certificato di iscrizione CCIAA, atto costitutivo).

  2. 2

    Specifica gli URL dei siti coinvolti

    Aggiungi l'indirizzo web (URL) del tuo sito, del sito del fornitore di contenuti e di eventuali altri siti della tua rete che partecipano alla partnership.

    💡 Usa gli URL completi (https://www.example.com) per evitare ambiguità su quali domini sono interessati.

  3. 3

    Definisci il tipo e l'argomento del contenuto

    Descrivi chiaramente quale tipo di contenuto il fornitore fornirà (articoli, tutorial, webinar, dati, strumenti, ecc.) e quale pubblico di destinazione hai in mente.

    💡 Più specifico sei, meno rischi di malintesi su cosa deve essere fornito e su quale qualità è attesa.

  4. 4

    Concorda data di lancio e standard di qualità

    Stabilisci una data realistica per il lancio del sito co-branded e definisci chiaramente quali standard qualitativi deve soddisfare (tempo di risposta, uptime, design, velocità di caricamento).

    💡 Fai riferimento a benchmark concreti (es. 'uptime minimo del 99.5%', 'tempo di caricamento < 3 secondi') piuttosto che descrizioni generiche.

  5. 5

    Regola il revenue sharing e gli onorari

    Specifica le percentuali di divisione dei ricavi pubblicitari, i termini di pagamento (mensile, trimestrale), cosa si intende per 'entrate nette' e come si calcolano gli onorari dai partner.

    💡 Ricorda che le percentuali devono sommare al 100%. Documenta anche quali costi (commissioni, tasse) sono deducibili dalle entrate nette.

  6. 6

    Definisci regole su audit e verifica contabile

    Stabilisci quante volte all'anno ciascuna parte può verificare i libri contabili, quale preavviso è necessario, e chi paga i revisori se emergono discrepanze.

    💡 Limita gli audit a 1–2 volte l'anno per non gravare eccessivamente sulla gestione amministrativa, ma consenti verifiche ragionevoli per proteggere entrambe le parti.

  7. 7

    Regola restrizioni su link e pubblicità

    Specifica se il fornitore può inserire link dal sito co-branded al suo sito, quali restrizioni valgono per la pubblicità di terzi, e chi ha autorità finale su design e sponsorizzazioni.

    💡 Più chiaro è il controllo editoriale, meno controversie sorgeranno sulla gestione della visibilità e della monetizzazione.

  8. 8

    Aggiungi clausole di fine contratto e risoluzione

    Definisci come termina il contratto (per scadenza, per causa, per mutuo accordo), cosa accade ai ricavi in sospeso, e come gestire i dati e il sito co-branded al termine della partnership.

    💡 Includi un periodo di preavviso (es. 30–60 giorni) affinché entrambe le parti abbiano tempo di prepararsi alla fine della partnership.

Domande frequenti

Chi progetta e controlla l'aspetto del sito co-branded?

Il proprietario del sito progetta il 'look and feel' (design, layout, colori, struttura) del sito co-branded secondo i propri standard. Il logo del fornitore di contenuti appare su ogni pagina, previa approvazione del proprietario. Questo garantisce che il sito rimane coerente con il brand del proprietario, pur evidenziando il coinvolgimento del fornitore.

Come si dividono i ricavi pubblicitari tra le due parti?

Le percentuali di divisione sono concordate nel contratto e dipendono dalla negoziazione. Un esempio comune è 60% al proprietario e 40% al fornitore, ma può variare. I pagamenti avvengono mensilmente o trimestralmente dopo la riscossione delle entrate nette (ricavi meno commissioni e tasse). Entrambe le parti hanno il diritto di verificare contabilmente i calcoli.

Che cosa sono gli 'Onorari del Collaboratore'?

Se il fornitore di contenuti incassa commissioni da partner (aziende i cui prodotti, servizi o annunci pubblicitari appaiono sul sito co-branded), il proprietario del sito ha diritto a una percentuale di questi onorari. Per esempio, se il fornitore guadagna €1.000 in commissioni da partner, il proprietario potrebbe ricevere il 20% (€200), secondo quanto stabilito nel contratto.

Posso usare parti del contenuto come 'anticipazioni' sul mio sito principale?

Sì, ma con limitazioni. Il proprietario del sito può usare estratti o anteprime del contenuto completo per attirare utenti verso il sito co-branded. Tuttavia, il contratto deve specificare la lunghezza massima delle anticipazioni (es. max 20% del contenuto) per evitare che il pubblico legga tutto il materiale senza visitare il sito co-branded.

Chi è responsabile se il sito co-branded ha problemi tecnici o cade offline?

Il fornitore del contenuto è responsabile di lanciare, mantenere e operare il sito co-branded, inclusi costi di hosting, server, manutenzione e supporto tecnico. Deve mantenerlo online con uptime e performance almeno pari a quelli del sito principale del proprietario. Se il sito cade, il fornitore è responsabile della riparazione e della comunicazione ai proprietari.

Come si verifica che i pagamenti e le entrate siano corretti?

Entrambe le parti hanno il diritto di verificare contabilmente i libri e le registrazioni dell'altra parte. Questi audit possono avvenire non più di 1–2 volte l'anno, previa comunicazione scritta almeno 10–15 giorni prima, durante le normali ore lavorative, da revisori accettabili. Se emergono discrepanze superiori al 10%, chi ha commesso l'errore paga anche il costo della verifica.

Cosa accade al sito co-branded se il contratto termina?

Il contratto deve specificare cosa succede. Generalmente, il proprietario mantiene il controllo e l'accesso ai dati; il fornitore ritira il suo contenuto e logo entro un periodo concordato (es. 30 giorni); eventuali ricavi in sospeso sono pagati entro un termine definito. È consigliabile includere una clausola sulla riservatezza dei dati e sulla durata della retention anche dopo la fine della partnership.

Devo fare rivedere questo contratto da un avvocato prima di firmarlo?

Sì, è altamente consigliato. Sebbene questo modello fornisca una struttura completa, ogni partnership è unica e potrebbe avere esigenze specifiche su revenue sharing, responsabilità tecniche, dispute di contenuto o diritti di proprietà intellettuale. Un avvocato esperto in diritto digitale può verificare la conformità alle leggi sulla privacy, copyright, e i termini sono equilibrati per proteggere il tuo business.

Come si confronta con le alternative

vs Lettera di intenti (non vincolante)

Una lettera di intenti esprime il desiderio di collaborare ma non è legalmente vincolante e manca di dettagli operativi. È utile per una fase esplorativa iniziale, ma non protegge i diritti di nessuno. Il contratto di partnership invece è formale, vincolante, e copre revenue sharing, responsabilità tecniche, audit contabili e terminazione. Usa la lettera per verificare l'allineamento iniziale, poi passa al contratto vero prima di lanciare il sito.

vs Accordo di integrazione API

Un accordo di integrazione API disciplina come due sistemi software si collegano tecnicamente (scambio di dati, autenticazione, SLA tecnici). Un contratto di partnership per il contenuto web è più ampio e copre anche aspetto commerciale (revenue sharing, marchio, contenuto editoriale). Se la partnership includerebbe sia integrazione tecnica che condivisione di ricavi, potresti aver bisogno di entrambi i documenti: l'API agreement per i dettagli tecnici, questo modello per quelli commerciali.

vs Accordo di licenza di contenuti

Un accordo di licenza disciplina solo chi ha il diritto di usare, riprodurre e distribuire contenuti specifici, senza entrare in aspetti di revenue sharing o sito co-branded. Questo contratto di partnership è più completo perché copre sia i diritti sul contenuto che la struttura commerciale (ricavi pubblicitari, onorari, verifica contabile). Se vuoi una partnership editoriale complessa con condivisione di ricavi, usa questo modello; se vuoi solo concedere diritti di uso limitato su un contenuto, un accordo di licenza potrebbe bastare.

vs Accordo di collaborazione generale (NDA + MOU)

Un accordo generale di collaborazione combina una clausola di riservatezza (NDA) e un memorandum di intenti (MOU) ma rimane vago su dettagli operativi come revenue share, responsabilità tecniche e audit. Questo contratto è specifico per partnership web con co-branding e include clausole dettagliate su link, sito co-branded, ricavi pubblicitari e verifiche contabili. Se la collaborazione riguarda un sito web con monetizzazione, usa questo modello; per collaborazioni generiche di sviluppo o ricerca, un MOU potrebbe bastare.

Considerazioni per settore

Editoria digitale e media online

Editori e proprietari di portali usano questo contratto per stabilire partnership con creator e fornitori di contenuti, monetizzando attraverso co-branding e revenue sharing pubblicitario.

Tecnologia e SaaS

Piattaforme tecnologiche collaborano con provider di integrazione o contenuti educativi per ampliare l'offerta; il modello disciplina accesso, hosting, diritti di proprietà intellettuale e ricavi.

E-commerce e retail online

Marketplace e piattaforme di e-commerce usano questo contratto per integrare fornitori di contenuti (tutorial prodotto, guide di acquisto, review) con condivisione equa di traffic e revenue.

Finanza e investimenti

Portali finanziari e piattaforme di trading collaborano con creatori di contenuti (analisti, blogger finanziari) attraverso accordi di co-branding e incentivi basati su traffico e performance.

Formazione online ed e-learning

Piattaforme educative stabiliscono partnership con insegnanti, creatori di corsi e provider di contenuti tramite accordi che regolano accesso ai corsi, revenue sharing e standard qualitativi.

Turismo e hospitality

Portali di turismo e siti di prenotazione integrano contenuti di partner (guide locali, fotografi, operatori) tramite partnership formali che disciplinano commissioni, visibilità del brand e responsabilità operative.

Note giurisdizionali

Il contratto è redatto secondo il diritto italiano e disciplina partnership web regolate dalla legge italiana (Codice Civile, artt. 1173–1320 su contratti, e norme su e-commerce e copyright). È idoneo per imprese italiane che operano siti con dominio .it o gestiscono partnership con fornitori italiani.

Per partnership che coinvolgono il Cantone Ticino (Svizzera italiana), il modello è compatibile ma deve essere adattato al diritto svizzero (Codice Obbligazioni svizzero). Consulta un avvocato ticinese per verificare conformità a GDPR svizzero, leggi sulla privacy cantonale e tassazione locale.

Modello o avvocato — cosa fa al caso tuo?

PercorsoIdeale perCostoTempo
Usa il modelloPartnership semplici e chiare con termini standard di revenue sharing, basso rischio legale, partner affidabili e strutture di pagamento straightforward.€0 (acquisti il modello una sola volta; puoi usarlo più volte per partnership diverse)2–4 ore per completare, firmare e implementare
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Glossario

Sito co-branded
Un sito web creato in collaborazione tra il proprietario del sito e il fornitore di contenuti, che utilizza il look and feel del proprietario ma include contenuti e marchio del fornitore.
Fornitore del contenuto
La parte che fornisce i contenuti (articoli, risorse, dati) e opera la piattaforma co-branded secondo gli standard tecnici e qualitativi richiesti.
Proprietario del sito
La parte che possiede la rete di siti web, determina il design, gestisce la pubblicità e distribuisce i link verso il sito co-branded.
Entrate nette
Il pagamento ricevuto dal proprietario del sito dalle vendite di pubblicità, al netto di commissioni, tasse di transazione e altri costi operativi.
Revenue sharing
Il sistema di divisione percentuale dei ricavi pubblicitari tra il proprietario del sito e il fornitore di contenuti.
Onorari del collaboratore
Le commissioni che il fornitore di contenuti incassa dai partner i cui prodotti, servizi o annunci sono visualizzati sul sito co-branded, di cui una percentuale viene corrisposta al proprietario.
Anticipazioni
Anteprime o estratti del contenuto completo, visualizzate sul sito del proprietario per invogliare gli utenti a visitare il sito co-branded.
Verifica contabile
Il diritto di una parte di esaminare i libri e le registrazioni contabili dell'altra parte per verificare l'accuratezza dei pagamenti e delle entrate riportate.
Look and feel
L'aspetto visivo, il design e la struttura grafica del sito co-branded, determinati dal proprietario del sito.
URL co-branded
L'indirizzo web (nome di dominio) del sito co-branded, scelto dal proprietario del sito a sua sola discrezione.

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